martedì 17 settembre 2013

L'INTREPIDO

Gianni Amelio costruisce interamente sulle spalle di un ottimo Antonio Albanese un film che parla di lavoro e crisi economica, quindi assolutamente attuale. Il quadro che ne esce però non è molto allegro: si esce dalla sala con l’amaro in bocca. Albanese interpreta Antonio Pane, un uomo che ha perso il lavoro e che cerca di sopravvivere facendo il rimpiazzo per altre persone: ogni giorno quindi fa un lavoro diverso, sostituendo un’altra persona. E spesso non viene nemmeno pagato. Quello che forse rattrista di più è il fatto che Pane è chiaramente una persona con competenze e grande voglia di lavorare: nel corso del film dimostra di essere in grado di fare i lavori più disparati, dal conducente di tram al fattorino. E nonostante le difficoltà economiche in cui si trova, al punto da dover anche accettare soldi dal figlio studente di musica, riesce sempre a mantenere una sua dignità, a rifiutare incarichi che superano la legalità. Riesce poi anche a mantenere una certa positività e anche ad essere generoso con persone come lui, nonostante lui stesso si trovi in gravi difficoltà. Il film finisce su una nota positiva però certo non è un film leggero anzi è molto attuale, e fa riflettere. Però è indubbio che si esca dalla sala con il cuore un po’ pesante.